Letters from Italy

Scenes from a marriage :: “Lu matrimonje” in Rapino


Lu Matrimonie | Photo ©PaolaDePillo

Lu Matrimonie | Photo ©PaolaDePillo

Time seemed to have stopped in Rapino, where the reenactment of a wedding ceremony was something  far more than a mere performance…

Extras dressed in 1950’s clothes enlivened Rapino old town centre where a wedding ceremony was staged. Seventy years ago the wedding had an extraordinarily simple ritual, deeply rooted in humanitarian beliefs. That unconditional faith that people had in a family life without fuss, leaving no room for doubt and rebellion.
People used to meet each other often by proxy, an agreement was reached, a contract was drawn and signed by the young couple’s parents. From then on, the newly-wed, sometimes very young, were in charge of everything.

People from the village and visitors interacted and eventually gathered in the “piazza” for the wedding banquet whose tempting smell filled the air.

The event is due for a second edition next August 2017. Not to be missed!

Words and photos by Paola De Pillo.
Segue in italiano


“Lu matrimonje”, Rapino (Chieti), 25 settembre 2016.

È stata una manifestazione sospesa nel tempo, in cui la rievocazione è andata oltre la semplice rappresentazione recitata.
Figuranti in abiti anni ’50, hanno animato il centro storico di Rapino mettendo in scena un matrimonio che settanta anni fa aveva un rituale straordinariamente semplice e profondamente radicato in una fede umanitaria. Quella fede che si ha incondizionatamente verso la speranza di una vita costruita in un nucleo familiare, senza troppe domande, senza lasciar spazio a dubbi e ribellioni.
Ci si conosceva, spesso anche per “procura”, ci si accordava, si stipulava un contratto redatto e sottoscritto dai genitori degli sposi e a questi ultimi, giovanissimi, si passava poi la responsabilità di proseguire da soli.

I paesani in festa, tra scorci scenografici d’effetto, hanno interagito con gli spettatori divertiti, convergendo infine sul pranzo nuziale in piazza, satura del profumo di un menù tipico dell’epoca.

A conclusione della splendida giornata, lo scenario notturno della piazza ha ospitato la proiezione del film “SPOSI” realizzato dal regista abruzzese Dino Viani il cui lavoro, da sempre, celebra la conservazione della memoria e delle tradizioni con un linguaggio poetico e introspettivo.

Il regista, che nel 2009 ha partecipato al Festiva di Cannes con il cortometraggio “Canto 6409” sul dramma del terremoto a L’Aquila, ha realizzato un film in cui ha lasciato libero sfogo a un flusso orale capace di creare immagini, ricordi e suggestioni. Il film/documentario infatti, raccoglie le testimonianze di coppie che si sono sposate a Rapino nel periodo che parte dall’immediato dopoguerra a oggi, mostrandoci l’evoluzione del rito del matrimonio. Divertente quanto commovente, il film ci ha fatto viaggiare nel tempo, percependo sentimenti semplici, espressi con pudore e innocenza, coltivati tra mille difficoltà ma sopravvissuti con una dignità senza pari.

È così che l’associazione culturale “Amici di Rapino” ha voluto ricordare un passaggio della storia del loro paese, onorando la tradizione, ricordando usi e costumi.

Da non perdere la seconda edizione prevista per fine agosto 2017.

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