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L’Eremo di San Bartolomeo in Legio


On the way to the Hermitage… | Photo ©MateldaCodagnone

Dal paese di Roccamorice ci vuole veramente poco per raggiungere l’eremo di San Bartolomeo, sia in termini di tempo che di spazio.
Ma una volta che, lasciata la piana, si scende per il sentiero, ad ogni passo il viandante (che bella questa parola!) avverte distintamente che sta per inoltrarsi in una dimensione assolutamente inedita per i ritmi di vita a cui siamo abituati.

Oltre al rallentare del tempo, ci si accorge che la Natura circostante sprigiona un’energia primigenia che è quasi visibile: nelle rocce, nel bosco e nel fiume che scorre sotto.

The Hermitage of Saint Bartholomew… | Photo ©MateldaCodagnone

Questo e molto altro hanno sicuramente attratto qui Pietro Angelerio, più noto come papa Celestino V,  a scegliere questo (e altri luoghi della Maiella) come romitorio.

A noi, abituati ad essere sempre iper-connessi, iper-stressati e iper-reattivi, non può che giovare una visita ad un luogo come questo, per poter riscoprire, anche solo per qualche ora, il piacere di rimanere con i propri pensieri, senza interferenze esterne. “Beata solitudo, sola beatitudo“, dicevano gli antichi. E forse – anzi, sicuramente – avevano ragione.
Testo di Lorenza Destro

“Ho abbandonato la gente perché la loro natura contrastava con la mia, e i loro sogni non corrispondevano ai miei… Ho lasciato gli uomini perché ho scoperto che la ruota della mia anima girava in una direzione e strideva aspramente contro le ruote di altre anime che giravano in direzione opposta.” ~ Khalil Gibran

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