A tavola con Appetibilis

Quando la serendipità in cucina incontra il “sentimento” #Talent4Food2018


Il caso più eclatante di serendipità, (quella capacità di fare scoperte felici o trovare casualmente cose utili mentre se ne cercano altre), è quello di Cristoforo Colombo che cercava le Indie e invece è andato a sbattere contro le Americhe, che ai suoi tempi non si chiamavano ancora così perché è stata una scoperta tanto “improvvisa” (per quanto lo possa essere una spedizione navale di mesi e mesi) che il reparto marketing della premiata ditta Fernando & Isabella di Castiglia non aveva ancora pronto il nome, a parte un muffosissimo “Indie occidentali”.

talent4food2018-©OrsolaCirielloKogan

©OrsolaCirielloKogan

Senza scomodare altri eventi famosi, dalla penicillina di Fleming alla colla dei post-it – tutte scoperte “serendipitose” – credo che la cucina sia il luogo più soggetto a serendipità del mondo. Tantissime ricette sono nate per caso, o perché mancava un ingrediente o perché ce n’era troppo di uno o troppo poco di un altro.
Il pollo alla Marengo, giusto per dire, è un capolavoro di serendipità – o più prosaicamente, di arte di arrangiarsi, ma, nonostante la sua fortunosa ideazione, è diventata una ricetta leggendaria quasi quanto il suo primo fruitore, nientemeno che Napoleone, mentre del povero chef che ha creato il piatto, poco o nulla è dato di sapere. La Storia a volta sa essere veramente ingiusta.

Senza saperlo, tutti noi, quando apriamo il frigo, ci guardiamo dentro e in base al contenuto, imbastiamo un pasto, siamo seguaci della serendipità.

Scoviamo tesori dimenticati in fondo ai ripiani, con la data di scadenza che incombe come una spada di Damocle sui nostri succhi gastrici e li trasformiamo in preziosi manicaretti.

talent4food2018-©OrsolaCirielloKogan

Ingredienti :: Talent For Food 2018

Un passo ulteriore verso lo stato dell’arte della serendipità culinaria è stato candidare il nostro blog Appetibilis al contest “Talent For Food 2018” organizzato da Assindustria Venetocentro, Associazione Italiana Food Blogger e Dieffe Accademia delle Professioni. Una volta selezionati, abbiamo ricevuto la mistery box inviata dall’Assindustria Venetocentro e scoperto che, tra un assortimento di prodotti veramente incredibile (di 24 aziende), c’è l’olio di girasole, un potente alleato per chi, come la nostra Orsola (che avrà le mani in pasta), ha sviluppato un’incompatibilità alimentare con il re della tavola mediterranea, Sua Maestà l’EVO, (l’olio extravergine d’oliva). Ma nonostante manchi il re, il suo facente funzione adempie egregiamente al suo incarico. Serendipità!

Sentiamo cosa ci dice Orsola…
Confortata da questa presenza amica, ho continuato l’ispezione della mistery box e gli spunti per una ricetta “a sentimento” arrivano ottimi e abbondanti.

Ma che cos’è la ricetta “a sentimento”? Non è altro che la definizione della serendipità in ambito culinario.

Quando qualcuno ti chiede una ricetta ma tu non ce l’hai precisa precisa perché hai sempre cucinato all’impronta, senza bilancia, senza ricetta scritta ma appunto, “a sentimento”, secondo quello che gli ingredienti ispirano, in base al gusto e alla disponibilità. La ricetta “a sentimento” è anche un ottimo alibi per non divulgare segreti e stratagemmi culinari, insomma un modo elegante per custodire ricette preziose mantenendo un velo di indefinita ambiguità.
Non è questo il caso, qui non ci sono misteri – a parte la box! 😉

Per la ricetta salata – Raviolone di baccalà “a sentimento” condito in guazzetto alla romana – mi sono liberamente ispirata al “Baccala in guazzetto alla romana” di Luigi Carnacina.

Per la ricetta dolce – Serenissimevolmente: dolce Veneziana a strati – il tutto è partito da una prova di crema pasticcera mentre alla radio passava “In a mellow tone” un bellissimo pezzo di Ella Fitzgerald

Buon Appetibilis a tutti!